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Settima settimana ad Eronge. E i frutti dei nostri investimenti e del nostro lavoro cominciano ad essere visibili.

Nel laboratorio di fisica ci sono 13 dei 16 tavoli e 40 delle 60 sedie che abbiamo ordinato. Il Fundi (carpentiere) lavora a ritmi serrati, anche perche’ gli abbiamo detto che non pagheremo finche’ non vedremo il lavoro completato (ci ha assicurato che riuscira’ a finire il tutto grazie all’aiuto dei suoi due assistenti Fundi entro lunedi’ prossimo…). In Kenya , o perlomeno in questa parte del Kenya, non esiste l’opzione di andare al negozio e comprare il tavolo bello e fatto. Abbiamo dovuto comprare i diversi materiali separatamente- alcuni li abbiamo trovati in loco (come una buona parte del legno di cipro); altri, li siamo dovuti andare a comprare a Kisii (chiodi, colla, legno di pino ecc). Ci siamo trovati ad affrontare problemi che non credo possano presentarsi in Italia: per qualche motivo, in tutta la provincia di Kisii e’ stato impossibile trovare abbastanza legno di cipro per completare i tavoli. Era finito ovunque, o disponibile solo a prezzi esorbitanti perche’ natiuralmente chiunque abbia una riserva di tale legno la vende al miglior offerente per un prezzo pari anche a 50 volte il prezzo orgininale (30 scellini al piede). Ci hanno detto tutti che non ci sara’ legno di cipro disponibile per almeno i prossimi 6 mesi. Al che ci siamo dovuti rassegnare ad acquistare legno di pino, che va altrettanto bene, ha detto il Fundi, ma costa 5 volte tanto (150 scellini keniani per ‘piede’, che se non ricordo male sono piu’ o meno 30 cm).
Una volta trovato tutto il materiale necessario, i Fundi si sono messi al lavoro, a intagliare, piallare, levigare legno con una precisione, un’arte veramente impressionante. Non avevo mai visto un tavolo costruito a mano, e mi chiedo in quanti in Italia siano ancora in grado di fare un tale lavoro interamente senza macchinari. Oso solo immaginare quanto un tavolo fatto interamente a mano possa venire a costare in euro… qui, li stiamo pagando 40 euro l’uno.

Sui muri della scuola ci sono i poster che Chain ed io abbiamo disegnato: un grande poster per l’orientamento all’universita’ (con informazioni sulle materie necessarie per essere ammessi a certi corsi, il voto minimo per accedere a diverse istituzioni e i finanziamenti governativi disponibili per il pagamento delle tasse), e un’altro grande poster sull’HIV/AIDS. Venerdi’ scorso abbiamo organizzato un ‘Giorno della Salute’, per il quale abbiamo invitato due infermiere del vicino ospedale (chiamato VCT, Voluntary Counselling and Testing Centre) per fare una lezione sull’HIV (cause, modi di trasmissione, cure etc) e per amministrare un test di sieropositivita’ a chiunque volesse sapere il proprio status. La lezione parlava anche di contraccettivi, e le infermiere hanno anche fatto una dimostrazione su come ‘indossare’ un preservativo su un finto pene (cosa che non ho mai visto fare nelle scuole italiane, ma che e’ dimostrata sempre in lezioni di educazione sessuale in Gran Bretagna). Risatine a non finire, e meno male che ragazzi e ragazze fossero in due aule separate (l’idea era che ci potessero essere domanda ‘private’ che le ragazze si sarebbero vergognate a chiedere davanti ai ragazzi; i ragazzi sono molto piu’ sfacciati e sicuri di loro stessi!). Io e Chain ci siamo fatti avanti per primi per il test di sieopositivita’, che consiste semplicemente nel versare una goccia di sangue in un aggeggetto bianco lungo meno di 5 cm e aspettare 15 minuti. Con nostro grandissimo sollievo, praticamente tutti gli studenti hanno seguito il nostro esempio e hanno fatto il test. In tanti nei giorni precedenti ci avevano detto che non si sarebbero lasciati testare, per paura del risultato, o anche solo per paura dell’ago. Ovviamente il test e’ volontario e il risultato e’ confidenziale, ma siamo riusciti a convincere quasi tutti (tranne 1 ragazzo e 3 ragazze) dell’importanza di sapere il proprio status. Per ‘premio’ ci siamo fatti fotografare con chiunque avesse fatto il test (per qualche motivo gli studenti di Eronge sono FISSATI con le fotografie, e non appena tiro fuori la macchinetta mi assalgono di richieste – ovviamente poi vogliono che porti le foto a sviluppare e gliene dia una copia …). A quanto pare non ci sono sieropositivi nella scuola, anche se non ne posso essere sicura al 100% perche’ i risultati sono privati- ma ragazzi ovviamente chiacchierano, e in tanti sbandieravano i loro test kits con orgoglio. In una zona del Kenya dove il 20% della popolazione e’ HIV positivo, aver testato e ‘sensibilizzato’ 110 ragazzi ci e’ sembrato un ottimo risultato. E siamo stati contentissimi che la Preside ci abbia lasciato parlare anche di contraccezione e sesso sicuro nonostante la scuola sia cosi’ religiosa e contraria al sesso prima del matrimonio. Insomma… un successone di ‘Giorno della Salute’!

Un’altro ambito su cui ci siamo concentrati nelle ultime settimane e’ stata la biblioteca. La scuola non ha soldi per pagare una bibliotecaia, e per questo fino a oggi la biblioteca e’ stata gestita da Mr. Shem, il professore di chimica e matematica, che per quanto rigoroso e organizzato, non puo’ dedicare alla biblioteca piu’ di 5 ore a settimana. Lasciatemi fare un inciso- ad Eronge, come del resto in molte altre scuole tra cui anche quella in cui ero io a Hong Kong, non sono gli studenti a comprare i libri di testo, ma e’ la scuola stessa, che li presta agli student e poi li riprende indietro per riutilizzarli l’anno dopo. A Eronge, dopo i nostri acquisti, c’e’ 1 libro ogni 2 studenti per matemtica, chimica, biologia, Kiswahili e inglese, che sono le materie obbligatorie per tutti. Nelle altre materie, business, agricoltura, religione, storia, geografia e fisica, il rapporto libri:studenti e’ purtroppo ancora basso. Chain ed io abbiamo pensato che 5 ore a settimana non fossero abbastanza per assicurarci che i libri in biblioteca siano utilizzati al meglio. Abbiamo dunque proposto alla Preside di procurare a Shem un’assistente bibliotecaia, e abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di rendere Rosy (la minuta e deliziosissima matrona 24enne che si occupa delle studentesse in boarding) assistente bibliotecaia. Insieme a Shem, abbiamo stabilito un nuovo sistema di prestito dei libri (che non vi sto qui a spiegare perche’ temo non sia proprio interessantissimo…), abbiamo spiegato a Rosy il suo nuovo lavoro (prima durante il giorno non aveva granche’ da fare se non aiutare in cucina) e adesso la biblioteca e’ aperta tutti i giorni dal lunedi’ al venerdi’ dalle 3 alle 6. Ovviamente non abbiamo idea se questo sistema verra’ mantenuto dopo la nostra partenza- in altre scuola con cui KEP lavora, i Project Workers del secondo anno hanno scoperto che tante delle iniziative messe in piedi l’estate precedente erano state smantellate per un motivo o per un’altro dall’amministrazione, o erano semplicemente state obbandonate. Noi stiamo facendo del nostro meglio per assicurarci che le nostre iniziative siano sostenibili e che verranno mantenute nel corso di tutto l’anno scolastico… ma solo i Project Workers dell’anno prossimo sapranno dirci se siamo stati realisti o troppo ambiziosi! Staremo a vedere…

Per non rendere il post troppo lungo, vi accenno solo al fatto che Eronge ha ora anche un nuovo campo per la pallavvolo e, grazie alla nostra mediazione, anche un gruppo tetrale che sta preparando una produzione basata su uno dei libri di testo di Kiswahili, che verra’ messa in scena in occasione della giornata raccolta fondi il 16 settembre. Dico ‘grazie alla nostra mediazione’ perche’ in realta’ io e Chain ci siamo limitati a parlare con gli studenti, appurare cosa loro volessero, parlare con i vari professori interessati e con la Preside e… da daaan! Eccovi il Gruppo teatrale. Gli studenti erano convinti che la Preside non li avebbe mai lasciati organizzare uno spettacolo teatrale, e non si sarebbero mai azzardati a sfidare la rigida gerarchia keniana nel chiedere alla Preside il permesso di organizzare un gruppo teatrale. La Preside in realta’ non e’ sembrata affatto contraria all’idea, anzi- dato che le abbiamo proposto uno spettacolo basato su uno dei libri di testo, ha visto l’iniziativa anche come benefica dal punto di vista accademico! Nell’attesa di trovare il modo di organizzare un qualche tipo di forum studentesco, o un qualche canale di comunicazione tra autorita’ e studenti, ci siamo limitati a fare da mediatori. Meglio di niente…

Posted by annasilvia89 25.8.11 08:34 Archived in Kenya

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Comments

semplicemente magico. Ancora una volta bellissime descrizioni! Vedrai, appena sarai tornata ti mancheranno un sacco queste esperienze e sono sicura che i tuoi amici kenyani sentiranno la mancanza di figure tanto amichevoli e "grandiose" come te e Chain. In bocca al lupo per quest`ultimo periodo!!

1.9.11 by Francesco

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